PREPARAZIONE FISICA
Se volete affrontare un cammino di più giorni sul Cammino di San Colombano, per prepararvi al meglio vi consigliamo di fare qualche camminata con distanza crescente nelle settimane prima della partenza, utilizzando le stesse scarpe e le stesse calze che userete in cammino. All’inizio viaggiate scarichi, e poi iniziate a camminare con lo zaino carico, in modo da provare su distanze brevi peso e regolazioni. Vi suggeriamo un semplice schema di allenamento, distribuito in un periodo di due o più settimane.
Nella prima settimana può essere sufficiente allenarsi tre volte in una settimana:
1° giorno 30 minuti di cammino, poi un giorno di riposo
2° giorno 30/40 minuti con ritmo più sostenuto, poi giorno di riposo
3° giorno 40/50 minuti con ritmo più sostenuto, poi uno o due giorni di riposo.
Ovviamente nulla vi proibisce di camminare anche tutti i giorni, ma senza esagerare con le percorrenze se arrivate da un periodo di vita sedentaria.
Nella seconda settimana e nelle settimane seguenti potete gradualmente arrivare a 50/60 minuti di camminata al giorno con passo più sostenuto, iniziando a mano a mano a caricare lo zaino fino ad arrivare al pieno carico.
Se non avete mai affrontato prima un cammino di più giorni, vi consigliamo di provare un cammino di due o tre giorni, magari a cavallo di un weekend, anche per mettere a punto l’attrezzatura e gli effetti del peso dello zaino durante una lunga percorrenza
QUANDO PARTIRE
Il Cammino di San Colombano attraversa ambienti con caratteristiche climatiche molto diverse, dai 1458 mt di quota del villaggio di Casaccia (nei pressi del Passo del Settimo) alla pianura padana, dalle colline di San Colombano al Lambro di circa 150 mt all’appennino piacentino (Pietra Parcellara a 836 m.s.l.m.).
Le stagioni migliori per percorrere tutto l’itinerario sono maggio e giugno, oppure settembre e ottobre. Da evitare i mesi più caldi, soprattutto nel tratto padano, in cui l’ombra è molto scarsa e il clima afoso.
LE TAPPE
Il percorso è frazionato in tappe della lunghezza media di circa 15-25 chilometri, con punte massime di 32 km circa. Il frazionamento delle tappe dipende soprattutto dalle possibilità di alloggio “pellegrino” nei luoghi di arrivo, ma potrete frazionare diversamente il percorso, magari pernottando in strutture turistiche.
Il GUADO
Il percorso supera il guado del Po nella tappa tappa 14 Corte Sant’Andrea (Senna Lodigiana) – Santimento, che per la gran parte dell’anno non presentano particolari difficoltà, ma che in caso di forti piogge può diventare insidioso o addirittura possono interrompere il percorso. Quindi se ha piovuto molto nei giorni precedenti al vostro passaggio vi consigliamo di informarvi quotidianamente sullo stato dei corsi d’acqua.
Per affrontare consigliamo di contattare il traghettatore per affrontare il “Transitum Padi”, il Guado di Sigerico, per essere trasportati sull’altra sponda in località Soprarivo (0523 771607 traghetto per guado – da chiamare almeno un giorno prima). La barca “San Colombano” trasporta fino a un massimo di
OMBREGGIATURA
In molte tappe l’ombra è scarsa. Durante l’estate è consigliabile proteggere il capo e utilizzare una crema solare. E’ bene partire molto presto al mattino, per evitare le ore più calde.
ACQUA E PUNTI DI RISTORO LUNGO IL PERCORSO
Le fontanelle e i punti di ristoro in alcune tappe sono frequenti, in altre piuttosto rari o addirittura assenti. Bisogna valutare con attenzione la disponibilità di acqua e tenerne conto riempiendo opportunamente le borracce. Durante una tappa media in piena estate è buona abitudine bere almeno due litri d’acqua, possibilmente integrata con sali minerali, per diminuire il rischio di colpi di calore.
La maggior parte dei centri abitati attraversati dal Cammino di San Colombano è provvista di bar o negozi che vendono generi alimentari. La loro presenza è indicata nella scheda descrittiva di ogni tappa.
LA TECNOLOGIA
L’utilizzo di dispositivi tecnologici può essere molto utile lungo il cammino. I moderni smartphone e i tablet sono diventati dispositivi multifunzione, che consentono di visualizzare la posizione sulle mappe tramite il GPS, leggere la guida del percorso o un romanzo la sera, scattare foto e girare video, leggere la posta, navigare in internet e chiamare casa su Skype, guardare la TV, leggere il giornale, ascoltare musica. Il tutto con un peso molto contenuto, aspetto fondamentale per chi viaggia con lo zaino sulle spalle.
Sull’uso della cartografia digitale e del GPS vi consigliamo www.viefrancigene.org/it/slow-tech-la-tecnologia-al-servizio-dei-pellegrini.
PERCORSO A PIEDI – Difficoltà
Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche. Il livello di difficoltà è legato più che altro alla lunghezza, al dislivello, e all’eventuale scarsità di acqua, che costringe i viandanti ad aumentare il peso dello zaino.
PERCORSO IN BICICLETTA – Difficoltà
Rispetto al percorso pedonale, che privilegia le strade sterrate, il percorso in bicicletta comprende numerose strade secondarie asfaltate poco trafficate ed evita il più possibile strade sterrate sconnesse. L’itinerario è asfaltato per circa il 80%, e i tratti su sterrato per la maggior parte sono su “strade bianche” con fondo stabilizzato. Quando non ci sono alternative si percorrono brevi tratti di strade con intenso traffico veicolare.
L’itinerario è quindi adatto a cicloviaggiatori adulti che abbiano una buona padronanza del mezzo, un buon allenamento e una buona esperienza di viaggio; per lunghi tratti e diverse tappe è consigliato anche alle famiglie con bambini o a persone inesperte o poco allenate. La prima parte del percorso fino a Milano è caratterizzata da dislivelli minimi ed è piuttosto facile, quasi interamente ciclabile lungo corsi d’acqua (Adda e Martesana). La seconda parte, in pianura, nel territorio sud milanese è facilitato anche da piste ciclabili molto utilizzate dalla periferia di Milano fino a Lodivecchio. La terza parte che comprende il percorso appenninico piacentino con continui saliscendi, è invece piuttosto impegnativa, e richiede un buon allenamento.
EQUIPAGGIAMENTO
Il percorso segnato, che insiste prevalentemente su sterrati e strade asfaltate minori, con fondo stradale non sempre ottimale, consiglia l’uso di una bici ibrida o di una mountain bike, attrezzate di impianto di illuminazione e catarifrangenti, prescritti dal codice della strada. Sono sufficienti due borse posteriori e un bauletto da manubrio per il bagaglio, non essendo necessari né tenda, attrezzatura per cucinare o sacco a pelo. Indispensabile il pantaloncino imbottito, magliette tecniche, giacca a vento da bici, con fasce catarifrangenti, un ricambio per la sera. Da non dimenticare il set per la sostituzione e riparazione della camera d’aria in caso di foratura.